CONSIGLI DI LETTURA

“L’amante di Lady Chatterley”, di David H. Lawrence
L'amante di lady chatterley

L’amante di Lady Chatterley, di David Herbert Lawrence, fu considerato uno dei libri più scandalosi del XX secolo, ricco di parole sconce e di riferimenti espliciti al sesso.

Proprio perché considerato scabroso all’epoca, L’amante di Lady Chatterley presenta una storia editoriale travagliata. Fu pubblicato privatamente dall’autore a Firenze nel 1928, dal tipografo Pino Orioli, e bandito in Inghilterra per ben trentadue anni. In realtà, l’opera circolò clandestinamente a Londra, nei club e tra i giovani letterati, ma in una versione censurata. Soltanto nel 1960, dopo un lungo processo, vedrà la luce l’edizione integrale e venderà più di un milione di copie.

In un saggio dal titolo “A proposito di L’amante di Lady ChatterleyLawrence scrisse: “Voglio che uomini e donne siano in grado di pensare il sesso pienamente, completamente, onestamente e pulitamente”. Queste parole sono fondamentali per capire l’intento dell’opera e non cadere nel banale pregiudizio che Lawrence volesse scrivere un testo sconcio per sconvolgere i lettori e far parlare di sé.

L’amante di Lady Chatterley racconta la storia della giovane Connie che, durante la guerra, sposa l’aristocratico Clifford Chatterley. Dopo un mese di matrimonio i due sono costretti a separarsi a causa della guerra. Già durante la luna di miele, Clifford si rivela indifferente al lato sessuale del matrimonio, considerandolo una funzione organica obsoleta e non necessaria.

Clifford torna dalla guerra mutilato, rimane impotente e paralizzato dal collo in giù. Per vivere una vita serena, i due coniugi decidono di trasferirsi nella casa di campagna della famiglia Chatterley.

Tra i due si consolida un amore platonico e spirituale, fatto di dialogo, di letture e conversazioni, che Connie, giovane ragazza ventisettenne, inizia a sentire stretto. Clifford diviene uno scrittore rinomato, uomo abile nella scrittura e negli affari, organizza incontri nella tenuta e ospita giovani rampolli del momento. Proprio così Connie conosce Michaelis, un giovane commediografo capace di riaccendere in lei la passione sopita.

La giovane donna inappagata dall’uomo che ha sposato, si lascia andare alle avance del commediografo in una relazione che si rivela insoddisfacente, in cui protagonista è l’atto sessuale, ma senza erotismo e complicità.

Terminata la breve storia con Michaelis, Connie conosce il guardiacaccia della tenuta, Mellors, e ne diventa l’amante. Quell’uomo riesce a darle tutto ciò che gli uomini prima di lui non le avevano saputo dare.

Lawrence indaga l’animo umano della giovane donna, la complicità, il percorso della presa di coscienza della propria sessualità, dei propri bisogni e del proprio corpo.

Mellors, rappresenta l’opposto di Clifford, Lawrence non lo delinea come “macho”, ma come un uomo che si oppone agli ideali del tempo: alla continua corsa al successo, all’arrampicamento sociale e alla prostituzione al denaro. Il guardiacaccia è un ribelle con una forte integrità, fedele ai propri ideali e capace di vivere pienamente le emozioni, anche quelle legate alla sua sfera sessuale.

L’uomo, in molti passi dell’opera, risulta rozzo e semplice, in altri un signore dai modi nobili. Dopo una carriera militare ricca di soddisfazioni che l’aveva portato a diventare ufficiale in India, rinuncia alla sua posizione sociale per vivere una vita lontana dalla continua corsa al denaro e al successo.

Disse Connie, guardandolo in faccia: «Vuoi che ti dica quello che tu hai e gli altri uomini non hanno e che creerà il futuro? Vuoi che te lo dica?»

«Dimmelo»

«È il coraggio della tua tenerezza, ecco che cos’è […] »

Sullo sfondo di questo adulterio, divenuto un profondo rapporto amoroso, Lawrence delinea il ritratto della società inglese industrializzata e, allo stesso tempo, ne fa una feroce critica, attraverso le parole di Mellors.

Ai lettori di oggi, l’opera non risulta scabrosa, ma soltanto un po’ esplicita, ma nella prima metà del XX secolo l’atto di Lawrence di parlare di una donna e della presa di coscienza della propria sessualità, intesa come totale comprensione dell’altro e intimità che va al di là della posizione sociale, fu qualcosa di rivoluzionario. Un’opera destinata a segnare quel passaggio dal romanzo dell’Ottocento, alle opere del Novecento.

«Io sono per la consapevolezza della fisicità tra gli esseri umani» si disse [Mellors] «e per il contatto della tenerezza. E lei è la mia compagna. Ed è una lotta contro il denaro, le macchine e gli ideali insensibili e bestiali del mondo. E lei mi aiuterà nella lotta. Grazie a Dio ho una donna! Grazie a Dio ho una donna al mio fianco, tenera e che mi capisce».

Redazione Letturificio
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